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Attività

Mi sembra si possa dire che il corso di sviluppo professionale, se fatto col cuore, rende superflui altri corsi di formazione

15-Gen.2013 Caldarola-Belforte 3ª attività CL

pubblicato 16 gen 2013, 01:55 da Alfredo Tifi   [ aggiornato in data 17 gen 2013, 10:26 ]

Riflessioni a caldo (16 gennaio)
L'attività è stata progettata secondo il pdf allegato, con schede messe a punto dopo aver effettuato diverse prove "casalinghe", ma senza la controprova della classe.

Un'ora di tempo è risultata assolutamente insufficiente per sviluppare questa prima esperienza di inquiry scientifico.

A mala pena i ragazzi hanno capito che l'esperimento serviva per rispondere a degli interrogativi ricavati dall'esperimento preliminare (il succo di limone impedisce che una fetta di banana appena fettata si imbrunisca. Quale sostanza o quali sostanze presenti nel succo di limone hanno questa capacità protettrice?)

Quasi tutti si aspettavano che le schede consegnate ai gruppi contenessero delle istruzioni e quando hanno visto le ipotesi e le domande hanno pensato di dover rispondere subito, prima di fare o progettare qualunque prova sperimentale. 

L'idea che gli esperimenti si progettano al fine di rispondere a delle precise domande non è passata in modo lineare e consapevole, dato che c'era l'esigenza del fare e cimentarsi nel "fare" senza sapere bene che cosa si voleva trovare.

In realtà se potessi tornare indietro, non solo ridurrei il numero delle combinazioni da verificare, ma impiegherei un'ora solo per fare il progetto dell'esperimento, possibilmente avendo sotto agli occhi i materiali che dovranno essere utilizzati, per rimandare la fase realizzativa e di elaborazione ad un momento successivo.

L'alternativa di impiegare due ore e fare tutto mi convince meno, perché non dà il tempo di riflettere sul significato di processi che sono assolutamente nuovi, e non solo per gli studenti.

La prossima volta non ripeteremo lo stesso errore.

Un altro inconveniente assolutamente minore è consistito nell'aver riscontrato risultanze sperimentali diverse da quelle attese:
1. l'inbrunimento poteva regredire rapidamente aggiungendo succo di limone o acido ascorbico sulle parti scurite.
2. la stessa cosa si verificava - più lentamente - anche con acido citrico e con aceto.
Comunque le diverse ipotesi includevano questa eventualità e la guida non tendeva a dimostrare una singola, particolare, ipotesi (come normalmente avviene nelle "esperienze - ricetta").

Infine ci sono stati dei comportamenti imprevisti a cui si può porre facilmente rimedio: a) l'aver utilizzato i bicchierini per immergere le fette, per cui anche in semplice acqua si ritardava l'ossidazione-imbrunimento;  
b) col coltello di plastica seghettato era impossibile tagliare fette piane, perciò i liquidi scolavano nel piatto senza bagnare tutta la parte esposta e osservata;  
c) in molti gruppi le fette erano vicine ed era difficile stabilire se i liquidi si fossero mescolati o meno; tra l'altro non c'erano contrassegni.
d) per verificare l'azione congiunta di AS e AC sarebbe stato opportuno mescolare le soluzioni in un terzo bicchiere invece di cercare di mescolarle sulla superficie della banana sena alcuna garanzia di riproducibilità e confrontabilità con AC puro e AS puro.

La maggior parte se non tutti questi problemi si sarebero potuti risolvere a monte spandendo direttamente le polveri sulle fette o scolare il liquido in eccesso dopo aver immerso le fette in un bicchierino per ogni diversa prova, ottenendo così maggior uniformità. In ogni caso si sarebbe dovuto effettuare il test preliminare nelle medesime condizioni e assicurarsi che i ragazzi effettuassero le loro prove nello stesso modo)

In allegato i file audio dei lavori di gruppo, da ascoltare!
I sei che finiscono con Cal sono della classe di Caldarola, i 5 che finiscono con BdC di Belforte. Dal foglio originale è possibile ricavare il numero di pagina prestampato in basso a destra che deve corrispondere al numero di pagina riportato nel file.
Occorre scaricare i pdf-PENCAST e aprirli con il lettore pfd Acrobat reader aggiornato e avviare l'audio-video cliccando il tasto play. Potrebbe essere necessario scaricare la versione aggiornata di Flash Player, per es. da qui.

Alfredo Tifi

3° incontro di formazione 15-Nov

pubblicato 15 nov 2012, 10:35 da Alfredo Tifi   [ aggiornato in data 16 gen 2013, 01:34 ]

Sede: ITIS Divini
Ore 15:00 - 18:00
Presenti: relatore Prof. Cardellini
proff. Ferina, Battistini, Mizioli, Maiolati, Pennesi, Tifi

Il Cooperative Learning: un corso che ci fa evitare tutti gli altri corsi

Argomenti trattati
  • Che cosa è/non è il CL
  • Perché il CL funziona
  • Quali tipi di CL, brevi attività e attività complesse.
  • Quali tipi di compiti (vedi torri gemelle! + CRIPTOARITMETICA)
  • I ruoli e il loro controllo
  • Che cosa fare dopo l'attività
  • Attività per strutturare l'interdipendenza positiva (es. jigsaw)
  • TAPPS
  • la valutazione?
  • Una lezione di Richard Felder youtube video1video 2
Aggiunto da Liberato: Cripto-aritmetica
Questi enigmi mostrano l'aspetto divertente nella risoluzione dei problemi. E richiedono di ragionare in modo logico: si potrebbero usare per coinvolgere i nostri studenti (CRIPTO.pdf allegato sotto)
...
Chi si butta?
Nel prossimo incontro parleremo delle esperienze di CL avviate.

Alfredo (comentar, es sí bueno!)


2° incontro presentazione PROFILES 6 novembre

pubblicato 8 nov 2012, 08:01 da Alfredo Tifi   [ aggiornato in data 15 nov 2012, 10:51 ]

Sede: ITIS Divini
Il gruppo si arricchisce di nuove presenze. Il gruppo riunito è formato da: 
prof. Liberato Cardellini, Filippo Pennesi, Mariano Maponi, Franco Maiolati, Adriano Menchi, Lorenza Battistini, Giusy Ferina, Alfredo Tifi.

Il prof. Cardellini illustra le motivazioni, la storia, l'organizzazione, le esperienze pregresse del progetto PROFILES, come dai seguenti pdf.
Nel dibattito seguente emergono le seguenti istanze:
  • Importanza di utilizzare sia incontri in presenza sia l'interazione "a distanza" per conoscere le iniziative e supportarle;
  • Importanza di conoscere i moduli già elaborati (esistono solo proposte la cui attuazione andrà comunque calibrata e adattata alle proprie realtà);
  • Importanza di monitorare e documentare le esperienze didattiche rendendole trasparenti all'interno del gruppo, coerentemente con lo spirito della ricerca-azione, cioè in modo da riconoscere in modo chiaro cosa funziona e cosa no, cosa potrebbe essere migliorato, cosa potrebbe essere imitato...
Sono graditi commenti (occorre effettuare l'accesso e scrivere il commento nella parte bassa della pagina), correzioni e aggiunte (usare la matitina in alto a destra, sempr dopo l'accesso)

a.tifi

1° incontro presentazione PROFILES 18 ottobre 2012

pubblicato 25 ott 2012, 05:18 da Alfredo Tifi   [ aggiornato in data 15 nov 2012, 10:49 ]

Nell'incontro, tenuto presso la sede di Caldarola, a cui hanno preso parte i proff. Cardellini, Tifi, Carini e Perugini e la D.S. Scagnetti, sono state discusse le precedenti esperienze e le caratteristiche di grande apertura  e inclusività del progetto PROFILES, relativamente a:
  1. modi di favorire lo sviluppo professionale continuo dei docenti tramite riflessione condivisa, alla quale è specificamente dedicato questo sito.

  2. sperimentazione di moduli IBSE (Educazione Scientifica Basata su Indagini) su problemi aperti aventi rilevanza sociale, ideati dai docenti stessi o progettati sulla base di moduli preesistenti (richiedere al prof. Cardellini più esempi, anche in italiano)

  3. sperimentazione di semplici attività di risoluzione di problemi (aventi le stesse caratteristiche generali dei problemi aperti dell'Inquiry Based Science Education, ma che possano essere autenticamente e compiutamente risolti in una o due unità orarie) per favorire l'acquisizione di principi, attitudini e abilità di processo caratteristiche della metodologia della scienza.

  4. sperimentare il Cooperative Learning per favorire il coinvolgimento attivo degli studenti nella costruzione consapevole di conoscenze, atteggiamenti proattivi verso la conoscenza e abilità sociali virtuose.

  5. Scuola secondaria: sperimentare metodologie collaborative di partecipazione attiva allo studio che mirano alla costruzione e al funzionamento in-class/out-class e online/offline di comunità di apprendimento (anche gemellate) determinate alla conoscenza e alla comprensione di ciò che è reale ed esiste indipendentemente dai programmi scolastici e da chi li propone (oggetti di apprendimento come oggetti di interesse).
Mentre il Cooperative Learning può essere "settato" come una costante che accompagnerà le attività "inquiry based", tra i punti 2 e 3 sembra necessario dover operare una scelta in base a esigenze contingenti di continuità e integrazione delle attività stesse con la programmazione delle scienze-matematica. 

In altre parole, dato il notevole carico portato dall'introduzione di aspetti metodologici e obiettivi educativi nuovi, occorre creare nell'ambito della programmazione didattica uno spazio dedicato all'innovazione dove il docente possa sentirsi svincolato dagli obiettivi del programma tradizionale, senza per questo dover rinunciare a priori a stabilire le sinergie tra i due percorsi.

Si tratta dunque, sia che si scelga l'opzione 2, sia che si scelga la 3, di ritagliare dal monte ore disponibile per le attività curriculari e/o extracurriculari, un percorso di ricerca-azione distinto dal programma disciplinare, nel quale la programmazione sia costruita in progress, in base alle risposte degli studenti e alla presa di coscienza della comunità di docenti innovatori e riflessivi coinvolti. 

L'opzione 3 a mio avviso: 
a) lascia maggior libertà di scelta degli argomenti e del tipo di attività da proporre, senza vincolarci a una scelta iniziale di un dato tema o area tematica
b) permette di iniziare da subito attività sperimentali, piuttosto che dover prima progettare o adattare un modulo,
c) permette di focalizzarci maggiormente sui processi piuttosto che sui contenuti,
d) è più adatta alle caratteristiche di limitata progettualità, scarso senso di responsabilità individuale, e breve durata dell'attenzione e dell'interesse degli  studenti destinatari dell'iniziativa (il potenziamento di queste caratteristiche deve essere un prodotto e non un prerequisito della sperimentazione educativa),
e) per l'opzione 3, o "problem solving", sono disponibili schede operative già pronte di un progetto precedente (Diviniscienze).

Nella seduta abbiamo discusso la seguente presentazione, sul contesto educativo generale in cui inserire la sperimentazione e orientarsi sulle finalità educative preminenti, che ci inducono a rimettere in discussione le pratiche, vecchie e nuove, dell'istruzione.

In particolare, dove il progetto PROFILES si caratterizza e distingue da altri progetti nell'indirizzare all'utilizzo dell'insegnamento scientifico come strumento per educare in termini più ampi della sola educazione scientifica, non abbiamo tanto in mente il ruolo sociale della scienza e la natura della scienza, la cittadinanza attiva, l'educazione civica, la propensione per la comprensione delle tematiche sociali, quanto piuttosto l'educazione in termini di gestione mentale, di "apprendistato cognitivo", che comprende la capacità di riflettere e di prendere decisioni informate in situazioni complesse. Sono questi i prerequisiti minimi (da aggiungere alla conoscenza basilare dei linguaggi disciplinari) per poter pretendere che uno studente sia in grado di vivere in modo consapevole e attivo certe proposte (moduli) consistenti in problemi aperti, interdisciplinari, e di rilevanza sociale.

L'obiettivo è una lunga e graduale, ma sistematica e intenzionale, transizione da studenti che (quando va bene) studiano per il successo scolastico (motivazioni estrinseche) a studenti che sfruttano caratteristiche umane quali l'intelletto e l'emotività in un contesto socioculturale per soddisfare la naturale domanda di verità, bellezza, coerenza (motivazioni intrinsiche o "naturali"), tramite un bilancio equilibrato tra due istanze altrettanto indispensabili (che si sostengono l'un l'altra): l'apprezzamento critico del sapere culturalmente tramandato e la comprensione derivante dalla scoperta individuale.

Alfredo Tifi

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