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1° incontro presentazione PROFILES 18 ottobre 2012

pubblicato 25 ott 2012, 05:18 da Alfredo Tifi   [ aggiornato in data 15 nov 2012, 10:49 ]
Nell'incontro, tenuto presso la sede di Caldarola, a cui hanno preso parte i proff. Cardellini, Tifi, Carini e Perugini e la D.S. Scagnetti, sono state discusse le precedenti esperienze e le caratteristiche di grande apertura  e inclusività del progetto PROFILES, relativamente a:
  1. modi di favorire lo sviluppo professionale continuo dei docenti tramite riflessione condivisa, alla quale è specificamente dedicato questo sito.

  2. sperimentazione di moduli IBSE (Educazione Scientifica Basata su Indagini) su problemi aperti aventi rilevanza sociale, ideati dai docenti stessi o progettati sulla base di moduli preesistenti (richiedere al prof. Cardellini più esempi, anche in italiano)

  3. sperimentazione di semplici attività di risoluzione di problemi (aventi le stesse caratteristiche generali dei problemi aperti dell'Inquiry Based Science Education, ma che possano essere autenticamente e compiutamente risolti in una o due unità orarie) per favorire l'acquisizione di principi, attitudini e abilità di processo caratteristiche della metodologia della scienza.

  4. sperimentare il Cooperative Learning per favorire il coinvolgimento attivo degli studenti nella costruzione consapevole di conoscenze, atteggiamenti proattivi verso la conoscenza e abilità sociali virtuose.

  5. Scuola secondaria: sperimentare metodologie collaborative di partecipazione attiva allo studio che mirano alla costruzione e al funzionamento in-class/out-class e online/offline di comunità di apprendimento (anche gemellate) determinate alla conoscenza e alla comprensione di ciò che è reale ed esiste indipendentemente dai programmi scolastici e da chi li propone (oggetti di apprendimento come oggetti di interesse).
Mentre il Cooperative Learning può essere "settato" come una costante che accompagnerà le attività "inquiry based", tra i punti 2 e 3 sembra necessario dover operare una scelta in base a esigenze contingenti di continuità e integrazione delle attività stesse con la programmazione delle scienze-matematica. 

In altre parole, dato il notevole carico portato dall'introduzione di aspetti metodologici e obiettivi educativi nuovi, occorre creare nell'ambito della programmazione didattica uno spazio dedicato all'innovazione dove il docente possa sentirsi svincolato dagli obiettivi del programma tradizionale, senza per questo dover rinunciare a priori a stabilire le sinergie tra i due percorsi.

Si tratta dunque, sia che si scelga l'opzione 2, sia che si scelga la 3, di ritagliare dal monte ore disponibile per le attività curriculari e/o extracurriculari, un percorso di ricerca-azione distinto dal programma disciplinare, nel quale la programmazione sia costruita in progress, in base alle risposte degli studenti e alla presa di coscienza della comunità di docenti innovatori e riflessivi coinvolti. 

L'opzione 3 a mio avviso: 
a) lascia maggior libertà di scelta degli argomenti e del tipo di attività da proporre, senza vincolarci a una scelta iniziale di un dato tema o area tematica
b) permette di iniziare da subito attività sperimentali, piuttosto che dover prima progettare o adattare un modulo,
c) permette di focalizzarci maggiormente sui processi piuttosto che sui contenuti,
d) è più adatta alle caratteristiche di limitata progettualità, scarso senso di responsabilità individuale, e breve durata dell'attenzione e dell'interesse degli  studenti destinatari dell'iniziativa (il potenziamento di queste caratteristiche deve essere un prodotto e non un prerequisito della sperimentazione educativa),
e) per l'opzione 3, o "problem solving", sono disponibili schede operative già pronte di un progetto precedente (Diviniscienze).

Nella seduta abbiamo discusso la seguente presentazione, sul contesto educativo generale in cui inserire la sperimentazione e orientarsi sulle finalità educative preminenti, che ci inducono a rimettere in discussione le pratiche, vecchie e nuove, dell'istruzione.

In particolare, dove il progetto PROFILES si caratterizza e distingue da altri progetti nell'indirizzare all'utilizzo dell'insegnamento scientifico come strumento per educare in termini più ampi della sola educazione scientifica, non abbiamo tanto in mente il ruolo sociale della scienza e la natura della scienza, la cittadinanza attiva, l'educazione civica, la propensione per la comprensione delle tematiche sociali, quanto piuttosto l'educazione in termini di gestione mentale, di "apprendistato cognitivo", che comprende la capacità di riflettere e di prendere decisioni informate in situazioni complesse. Sono questi i prerequisiti minimi (da aggiungere alla conoscenza basilare dei linguaggi disciplinari) per poter pretendere che uno studente sia in grado di vivere in modo consapevole e attivo certe proposte (moduli) consistenti in problemi aperti, interdisciplinari, e di rilevanza sociale.

L'obiettivo è una lunga e graduale, ma sistematica e intenzionale, transizione da studenti che (quando va bene) studiano per il successo scolastico (motivazioni estrinseche) a studenti che sfruttano caratteristiche umane quali l'intelletto e l'emotività in un contesto socioculturale per soddisfare la naturale domanda di verità, bellezza, coerenza (motivazioni intrinsiche o "naturali"), tramite un bilancio equilibrato tra due istanze altrettanto indispensabili (che si sostengono l'un l'altra): l'apprezzamento critico del sapere culturalmente tramandato e la comprensione derivante dalla scoperta individuale.

Alfredo Tifi
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